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FOUCAULT, ANARCHISMO, LIBERALISMO |
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tellus 21, anno 1998, pagine 38 - 39 © Labos Editrice, 1998 |
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Nel panorama editoriale di questi ultimi anni torna ad occupare un posto di rilievo Michel Foucault, un pensatore dal carattere imprendibile, il cui caratteristico modo di pensare appare oggi ben diversamente orientato e ben più articolato di come gli anni settanta vollero o poterono immaginare, tanto che si potrebbe quasi parlare di una seconda stagione foucaultiana. |
Oswald Spemgler il quale sostenne che se il liberalismo è il dominio della diseguaglianza, il trionfo del più forte, la sostanziale assenza di Stato, lanarchismo in verità gli assomiglia molto, in quanto esso è la situazione in cui il potere non appartiene a nessuno e dove quindi non cè nessun ordine, e se non c'è nessun ordine non vi è nemmeno nessuno Stato. Luguaglianza di tutti predicata dallanarchismo viene così a coincidere con il predominio dellindividuo predicato dal liberalismo (1). |
mente schiacciata sullesigenza della cultura progressista di coprire i vuoti lasciati dalleclissi dei padri fondatori. Una lettura di Foucault che volesse definirsi ancora a partire da Marx, o da Freud, comporterebbe tuttavia una dolorosa chirurgia. Non tanto e non solo perché vi si parlerebbe di marxismo, o di freudismo, quanto per il fatto che Foucault vi sarebbe letto in rapporto ad una visione del freudo-marxismo come koiné culturale. Il desiderio di farsene qualcosa di Foucault sarebbe per così dire
vanificato proprio da questo suo riconnetterlo necroscopicamente ad un orizzonte che non è più quello dove lo si vorrebbe inserire. |
sulla base delle acquisizioni non solo dellermeneutica e del testualismo, ma anche, per esempio, del neoconservatorismo - che a parer nostro andrebbe assunto, ribaltando la posizione di Habermas (che era di semplice scomunica), almeno come ipotesi di lavoro - è invece la via che apre non solo ad una diversa comprensione del pensiero di Foucault, come di altri pensatori francesi, ma anche alla possibilità di una libera frequentazione di tradizioni di pensiero che, divise accidentaliter dallappartenenza a differenti schieramenti politici, sono invece vicine quanto a certe idee-guida e a certi retaggi filosofici. Non si tratta affatto di tracciare una tavola delle somiglianze fra
pensieri apparentemente opposti, bensì di sgomberare la tavola per una più libera circolazione delle letture.
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